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Arte e Cultura

Clic per vedere l'interno della Chiesa

La Chiesa Maggiore di Carife

Carife, nell'ultimo millennio, ha avuto una ventina di chiese.
Le Chiese scomparse sono quelle di S. Lorenzo, di S. Martino, della Madonna di Montevergine, di S. Giovanni Evangelista, della Madonna delle Grazie, di S. Antonio Abate, di S. Caterina, di S. Pietro Apostolo, di S. Anna, di 5. Francesco Vecchio, di S. Marco Evangelista, di S. Rocco, del Palazzo Marchesale.
Attualmente Carife ha quattro Chiese, una in restauro: quella di S. Francesco o del Convento; un'altra da restaurare: quella di S. Angelo o del Purgatorio e due restaurate dopo il terremoto del 1980: quelle dell'Addolorata, che esiste dal 1711, e quella di S. Giovanni Battista che è stata sempre la Chiesa madre del paese.

Facciata della Chiesa  di San Giovanni Batttista

Descrizioni e notizie storiche

La Collegiata sorse nel Medioevo nel centro del borgo allora esistente, con il campanile ricavato in un'antica torre sulla sinistra dell'attuale ingresso. Il violento terremoto del 1732 la danneggiò gravemente, per cui venne ricostruita intorno al 1740 con lo schema dell'attuale chiesa a croce latina ad unica navata e crtpta coperta con volta a botte. Il soffitto, ad esclusione dell'incrocio navata-transetto e della zona presbiteriale, coperti a cupola, è costituito da volte a botte Iunettate e scandite da aperture. La facciata principale, neo-classica di stile romano, è adornata da un bel portale barocco con stemma e da anfore in pietra calcarea. L'interno riprende le linee dell'architettura barocca napoletana, in cui si alternano linee rette e curve, intarsi marmorei e stucchi ricchi ma non sovraccarichi, volute, putti, fregi, medaglioni ed elementi floreali eseguiti con rara macstria da Domenico Vaccaro per adornare le volte e per incorniciare nicchie e finestre. Il complesso rimase immutato fino alla fine del secolo XIX quando sia il fulmine del 1890 che il successivo scavo di una cantina sotto l'antica torre campanauia danneggiarono quest'ultima in modo tale da farne ritenere opportuna la demolizione, avvenuta nel 1912. Successivamente vennero demoliti anche il vano di collegamento della torre all'attuale loggia della sagrestia ed il portale medievale sottostante Scomparvero così completamente le superstiti strutture medievali. Il campanile fu ricostruito in stile romanico sulla destra della facciata principale, in corrispondenza dell'ingresso laterale della chiesa ed addossato al braccio destro del transetto. In questo periodo avvenne anche la costruzione del vano per la congrega a destra e di quelli adibiti a sagrestia sulla sinistra senza collegare le relative murature con quelle della chiesa. Risale a questo periodo la chiusura di alcuni ftnestroni, che oscurò gli stucchi del Vaccaro cd alcuni pregevoli affreschi del soffitto, nonché il trasferimento di un organo del 1696 dal braccio destro del transetto alla controfacciata. 



San Giovanni Battista Patrono di Carife



Trionfo della Fede

Danni provocati dal terremoto 

Il sisma aveva causato il distacco, con crolli, di parte della facciata principale; il crollo di tutta la copertura e sottostante volta a botte del vano della congrega e della volta a botte del braccio destro del transetto. Si erano avute altresì estese lesioni, tali da consigliare a successiva demolizione del campanile sino al piano di copertura del vano campane: il distacco di elementi architettonici in stucco e di tratti di cornicione: lesioni diffuse su tutte le murature fino ad una quota di circa due metri dal piano di calpestio della chiesa. Si era infine verificata la sconnessione delle strutture in legno portanti la copertura e di molti elementi di arredo con dissesti di marmi, di pitture murali e dell'organo seicentesco.

Interventi di restauro 

L'intervento ha riguardato il collegamento dei muri longitudinali e trasversali della cripta con solaio rigido in cemento armato, in modo da scaricare le relative volte dì copertura. Non potendo intervenire con lastre armate sulle pareti esterne e interne delle murature, coperte da paramento a stucco, si è provveduto ad iniettare malte stabilizzanti mediante fori opportunamente armati eseguiti dall'interno in zone spoglie di stucchi, al fine di ricostituire la coesione muraria. E' stata realizzata la posa in opera di tiranti verticali in acciaio nelle murature di maggiore altezza della navata, nei quattro pilastri all'incrocio navata-transetto e nel campanile debolmente pretesi in modo da rendere le murature capaci di sopportare sforzi di trazione; inoltre sono stati ricostruiti i solai di sottotetto capaci di portare il peso delle sottostanti volte, sospese con cavi acciaiosi messi in opera nell'estradosso. La copertura con l'attuale manto di coppi alla napoletana è stata sostenuta da travi in ferro in corrispondenza dei bracci del transetto e della congrega-sagrestia. Sulla navata e sulla cupola sono state realizzate capriate di tipo inglese con un grigliato reticolare inserito alla quota d'imposta della copertura con funzione di diaframma per la ripartizione delle azioni sismiche. In corrispondenza degli appoggi delle capriate sono stati collocati i dispositivi a vincolo provvisorio, efficaci sia nei confronti delle variazioni tecniche che nei confronti delle sollecitazioni sismiche. Tale intervento costituisce senza dubbio l'aspetto più innovativo ed interessante del consolidamento. All'esterno gli ammorsamenti murari dei vani congrega e sagrestia e del campanile sono stati assicurati da iniezioni di malta cementizia armata. L'intervento ha riguardato inoltre il rifacimento della facciata principale e del pararnento esterno a stucco romano, con il consolidamento, l'ancoraggio e la pulitura degli elementi lapidei; il rirnontaggio e la ripresa delle parti danneggiate dell'organo; la ripresa degli affreschi, dei marmi di altare e degli stucchi. La Chiesa di S. Giovanni Battista possiede pregevoli ed autentiche opere d'arte. La Statuta del Titolare e Protettore S. Giovanni Battista fu donata alla Chiesa di Carife dal suo Marchese Antonio CAPOBIANCO nel 1664. La Reliquia della Santa Croce, racchiusa nel Reliquiario d'argento, fu donata dallo stesso Marchese. Sulla parete del "Coro" troneggia la tela di S. Giovanni Battista che predica nel deserto. In mezzo alla volta spicca l'affresco che rappresenta il trionfo della fede cristiana. Fu dipinto da A. Marziano nel 1774. All'ingresso vi è il Battistero in legno del 1777, opera dei fratelli Vigilante, di Ariano Irpino. Il "Crocifisso" di legno è anteriore al 1687. La Pala della Madonna del Rosario, del 1585, è costituita dalle figure centrali, la Madonna e Gesù Bambino che offrono la corona del Rosario ad Angeli e Santi, e da quindici quadretti che rappresentano i quindici Misteri o Avvenimenti della vita di Gesù e della Madonna: l'Annunciazione, la Visitazione, la Natività, la Presentazione al Tempio, lo Smarrimento e il ritrovamento di Gesù, l'Agonia nell'Orto degli Ulivi, la Flagellazione, la Coronazione di spine, la Condanna, la Morte in Croce, la Resurrezione, l'Ascensione, la Pentecoste, l'Assunzione della Madonna, la sua Incoronazione a Regina. Sulla facciata e sul cornicione interno della Chiesa troneggia lo stemma di Carife: due mani che si stringono. Il Campanile attuale, di forma quadrata, alto 19 metri, con 60 scalini, è del 1912 e sostituisce quello più antico che era sito alla sponda opposta della Chiesa. La Croce della Montagna fu innalzata nel giubileo del 1900. La croce del Piano di Zona, nell'antico blocco lapideo, ricorda le Croci del 1608, del 1751, del 1948 e del 1998. Il Monumento al Beato Padre Pio da Pietrelcina ricorda la Missione al Popolo del 1994.



La Pala della Madonna del Rosario



Reliquia del legno della Croce di Cristo venerata in Carife

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