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Breve storia di Carife

CARIFE sorge a 740 metri sul livello del mare, a circa 60 Km da Avellino, sopra una collina che domina la valle dell’Ufita, nell’area orientale della Provincia. Il suo territorio, che si estende per 16,62 kmq, fa parte della Baronia di Vico.
Confina, a, monte, con i territori di Vallata, Trevico, S. Nicola Baronia, e Castel Baronia e a valle con quelli di Guardia dei Lombardi e Frigento. Ha origini antichissime.
Recenti scavi archeologici condotti dalla Soprintendenza competente di Salerno, Benevento e Avellino, hanno riportato alla luce, nelle immediate vicinanze del perimetro urbano, eccezionali testimonianze che fanno risalire la presenza abitativa al III millennio avanti Cristo. In località "Aia di Cappitella", che si appresta a divenire centro abitato, essendovi localizzata l’area B del Piano di Zona, sono state rinvenute alcune fornaci del Neolitico finale che gli esperti hanno assimilato alla facies di Diana-Bellavista.Da quell’epoca Carife, seppure con vicende alterne, ha continuato ad avere un ruolo importante per la Baronia e per la valle dell’Ufita.

L'antica rete viaria irpina

Per la fertilità del suolo, per la ricchezza di acque sorgive, per il clima mite, il suo territorio ha favorito sicuramente la permanenza rendendo agevole l’attività venatoria, la pastorizia, l’agricoltura.
Numerosi sono i reperti che lo testimoniano e che la sua terra ha custodito nel tempo, e oggi, via via, sta restituendo. La documentazione archeologica più completa si riferisce al IV - III secolo avanti Cristo allorché l’area era occupata dai Sanniti. Nelle contrade di Piano la Sala e Addolorata, dalle vaste necropoli sannitiche, indagate sistematicamente, sono stati recuperati arredi di grande varietà e ricchezza che hanno permesso agli studiosi di precisare, con attendibilità, attività economiche e organizzazioni sociali di quel forte popoio che da qui ebbe contatti con Apuli, Etruschi, Greci e Lucani.
I copiosi ritrovamenti, anche sporadici, hanno consentito, inoltre, di affacciare l’ipotesi che proprio nel territorio di Carife sorgesse l’antica Romulea, città dei Sanniti, costituita da "Vici e Pagi" sparsi, distrutta dal console romano Decio Mure nel 296 a.c. Dopo la sottomissione dei Sanniti, molto evidenti si presentano i segni della colonizzazione romana. L’accertata ubicazione di alcune ville di età imperiale, lungo la sponda destra dell’Ufita sulla quale si affaccia il territorio di Carife, testimonia la romanizzazione. Il ritrovamento di una lapide alla memoria di Marco Mevio, alto magistrato di Roma, il recupero di decine di monete e altri interessantissimi reperti, sparsi un po’ dovunque, attestano la continuità abitativa protrattasi nei secoli successivi, senza evidenti interruzioni.
Per il primo millennio dell’era cristiana, scarsissime sono le notizie storiche. Le fonti, abbastanza ricche per alcuni paesi limitrofi, quasi mai menzionano Carife. E’ ipotizzabile che dal VII secolo, la storia di questo paese si intreccia con quella di tutta la Baronia, che fu compresa nell’area accorpata dai Longobardi sotto il Ducato di Benevento nell’849 e le successive lotte sicuramente lo coinvolsero.
Carife appare citata nel secolo XI tra i possedimenti di Gradilone, nipote di Roberto il Guiscardo.
Nel 1269 Carlo I D’Angiola cedette ad Adam de Bruveris dal quale passò, successivamente, alla famiglia Del Balzo.

Carife negli anni '50

Nel 1507 fu infeudata a Consalvo de Cordova, dal quale, via via, passò ai Como, ai Galeota, ai Brayda, ai Miroballo e, nel 1646, ai Capobianco, famiglia beneventana originaria di Castelpote. Fu Laura Ciaccio, cosentina, vedova del dott. Giovan Francesco Capobianco a comprare il Marchesato di Carife che i suoi discendenti tennero fino al 1810, anno dell’abolizione dei diritti feudali.
Il titolo di marchese fu conservato dalla famiglia fino al 1962 quando morì in Carife Lucia Capobianco vedova Contardi. La Collegiata, dedicata al patrono S.Giovanni Battista, fu edificata dopo il sisma del 1732 che fece un numero impressionante di vittime (si dice circa 500), sulle fondazioni della chiesa precedente. Altre testimonianze monumentali del passato sono il Palazzo Marchesale, il Convento di San Francesco e la Chiesa di Sant’Angelo, tutti gravemente danneggiati dal sisma del 23 novembre 1980 e oggetto di restauro da parte della Soprintendenza ai Baaas. A seguito della ricostruzione del terremoto dell’80, il paese si è spostato verso Sud e il centro storico, chiamato dai più anziani terra vecchia, ha pressoché perso la caratteristica di borgo medioevale che l’ha contraddistinto per secoli. Negli ultimi cento anni, Carife è stata interessata da forti flussi migratori che, qualche volta, hanno assunto dimensione di vero e proprio esodo. L’economia è ancora oggi prevalentemente basata su un’agricoltura a basso reddito anche se non mancano attività artigianali e commerciali di buon livello. La costruzione di un Museo della civiltà preromana alimenta la speranza che tutta la zona possa, in futuro, assumere valenza turistica con riflessi positivi sull’economia. Carife, attraverso i secoli, ha dato i natali a molti uomini illustri che ovunque le hanno garantito lustro e dignità.

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